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Bando per la concessione dei contributi ai Comuni per il biennio 2026-2027 per l’attivazione e lo sviluppo degli hub urbani e di prossimità riconosciuti, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), c) e d) della legge regionale 3 ottobre 2023, n. 12

Aperto Complessità: Alta

Cumulabile con altre agevolazioni

Gli aiuti alle imprese sono erogati in regime de minimis ai sensi del Reg. (UE) 2023/2831 e possono essere cumulati con altri aiuti sulle stesse spese ammissibili nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea e nazionale, fermo restando che il cumulo non può comportare il superamento del 100% dei costi e che i Comuni, nei propri bandi, possono introdurre il divieto di cumulo con altre agevolazioni.

Panoramica

La Regione Emilia-Romagna concede contributi ai Comuni per progetti di attivazione e sviluppo degli hub urbani e di prossimità riconosciuti, sostenendo interventi pubblici e interventi delle imprese insediate. Il bando finanzia opere di riqualificazione e rigenerazione urbana, azioni di valorizzazione, promozione e servizi comuni degli hub, nonché investimenti delle MPMI per la qualificazione e innovazione delle attività commerciali, anche in chiave digitale e green. Le agevolazioni sono rivolte ai Comuni iscritti all’elenco regionale degli hub riconosciuti e, tramite bandi comunali, alle imprese localizzate all’interno degli hub.

Date

Data di apertura: 04/02/2026

Data di chiusura: 15/04/2026

Requisiti di ammissibilita

Regioni

Emilia-Romagna

Spese ammissibili

Capitale circolante / costi di gestione Servizi di consulenza e assistenza specialistica Digitalizzazione / transizione digitale Interventi green / efficientamento energetico Investimenti immateriali (software, brevetti, licenze) Investimenti materiali (macchinari, impianti, attrezzature)

Tipologie di agevolazione

Contributi a fondo perduto

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Beneficiari

Beneficiari diretti (soggetti proponenti)

  • Comuni iscritti all’Elenco regionale degli "Hub urbani e di prossimità" riconosciuti, con riferimento ad hub urbani e/o di prossimità già riconosciuti alla data di presentazione della domanda di contributo regionale.
  • In alternativa, Unioni di Comuni, qualora in virtù di specifici atti di attribuzione di competenze presentino la domanda per conto dei Comuni interessati.

Beneficiari finali (tramite bandi comunali)

  • Imprese che:
  • sono MPMI ai sensi dell’Allegato 1 del Reg. (UE) n. 651/2014;
  • hanno unità locale insediata all’interno dell’area dell’hub interessato (con priorità per quelle con vetrina al piano terra su strada/area pubblica/corti o imprese su aree pubbliche con posteggi nei mercati all’interno dell’hub);
  • hanno aderito all’accordo di partenariato dell’hub di riferimento entro il termine di presentazione della domanda di contributo al Comune;
  • sono regolarmente costituite, iscritte al Registro imprese e attive alla data di conclusione del progetto (salvo imprese di nuova costituzione, che devono attivarsi prima dell’erogazione del contributo comunale);
  • non operano nei settori esclusi dal Reg. (UE) 2023/2831 "de minimis" e non sono in procedura concorsuale/liquidatoria o situazioni equivalenti;
  • rispettano i requisiti antimafia, DURC regolare e gli ulteriori requisiti previsti dai singoli bandi comunali.
  • Sono ammissibili anche imprese di nuovo insediamento/nuova costituzione che avviano l’attività nell’ambito dell’hub nei termini fissati dai bandi comunali.

Forma dell'agevolazione

Tipologia di agevolazione

  • Contributo a fondo perduto (in conto capitale e in parte corrente) ai Comuni per progetti obbligatoriamente articolati nelle tre linee di intervento A), B) e C).

Dotazione e massimali

  • Risorse complessive: € 14.000.000,00, di cui € 10.000.000,00 per interventi in conto capitale (Comuni + imprese) e € 4.000.000,00 per interventi di parte corrente (Comuni).
  • Contributo regionale massimo per ciascun progetto comunale: € 560.000,00, così articolati:
  • € 400.000,00 per gli interventi in conto capitale (lett. A e B);
  • € 160.000,00 per gli interventi di parte corrente (lett. C).
  • I Comuni devono assicurare un cofinanziamento minimo pari al 30% del costo complessivo del progetto (20% per i Comuni montani).
  • Nell’ambito del fondo in conto capitale, la quota destinata agli incentivi alle imprese (lett. B) non può superare il 70% del fondo stesso (80% per Comuni montani).

Agevolazione alle imprese (tramite bandi comunali)

  • Contributo a fondo perduto con le seguenti condizioni massime:
  • intensità massima: 60% della spesa ammissibile;
  • importo massimo per impresa: € 30.000,00;
  • regime di aiuto: "de minimis" ai sensi del Reg. (UE) 2023/2831.

Cumulabilità

  • Gli aiuti alle imprese sono cumulabili con altri aiuti sulle stesse spese nel rispetto dei limiti del Reg. (UE) 2023/2831 e delle normative di riferimento, ferma restando la facoltà dei Comuni di prevedere nei propri bandi il divieto di cumulo.
  • Il progetto complessivo deve comunque essere finanziato nel limite massimo del 100% dei costi ammissibili (contributo regionale + altre risorse pubbliche + cofinanziamento comunale).

Attivita e spese ammissibili

Interventi finanziabili

  • A) Interventi in conto capitale realizzati dai Comuni
    • Progetti di qualificazione degli hub urbani e/o di prossimità riconosciuti, mediante rigenerazione, riqualificazione e adeguamento del contesto urbano (arredo e decoro urbano, illuminazione, interventi su spazi pubblici, incluse aree mercatali).
    • Interventi per il miglioramento della sostenibilità ambientale e dell’accessibilità (mobilità sostenibile, aree per sosta e parcheggio, piste ciclo-pedonali, abbattimento barriere architettoniche, interventi di supporto logistico per attività commerciali in ZTL/aree pedonali, ecc.).
  • B) Interventi in conto capitale realizzati dalle imprese
    • Interventi di qualificazione e innovazione delle imprese insediate e per l’insediamento di nuove imprese negli hub, con particolare attenzione all’imprenditoria giovanile e femminile.
    • Apertura, ristrutturazione o ammodernamento dei locali.
    • Acquisto di attrezzature, impianti e arredi strettamente funzionali all’attività.
    • Adeguamento di vetrine e insegne, preferibilmente in coerenza con gli obiettivi della transizione ecologica.
    • Interventi per la digitalizzazione e l’innovazione dell’offerta commerciale (innovazione gestionale, miglioramento/ampliamento dei sistemi di vendita e dei servizi offerti tramite tecnologie digitali e informatiche).
  • C) Interventi di parte corrente realizzati dai Comuni
    • Azioni di comunicazione, promozione, animazione e marketing integrato per rendere riconoscibile e attrattivo l’hub.
    • Definizione e gestione di servizi comuni (es. pulizia, sicurezza, connettività, logistica, trasporto, ecc.) a favore dell’hub.

Spese ammissibili

  • Per gli interventi pubblici (Comuni)
    • Spese tecniche (progettazione, direzione lavori, indagini e studi, collaudi, perizie, ecc.) fino al 10% degli interventi in conto capitale.
    • Spese per l’esecuzione dei lavori, incluse eventuali forniture di attrezzature e arredi, oneri per la sicurezza.
    • Per la parte corrente: azioni di promozione/marketing/animazione dell’hub, gestione dei servizi comuni, spese per hub management e governance nel limite massimo del 20% del costo degli interventi di parte corrente.
  • Per i progetti realizzati dalle imprese
    • Spese inerenti agli interventi di cui alla lett. B) (apertura/ristrutturazione/ammodernamento locali, attrezzature, impianti, arredi, adeguamento vetrine e insegne, digitalizzazione e innovazione commerciale) sostenute e pagate entro i termini previsti dai bandi comunali e tracciabili secondo le norme vigenti.
  • Spese non ammissibili (estratto)
    • Interessi passivi, IVA recuperabile, acquisto terreni e fabbricati, acquisto beni usati, lavori in economia, materiali di consumo e minuterie, personale dipendente dei Comuni (salvo quota hub manager), rimborsi spese (vitto, alloggio, trasferimenti), spese pagate in contanti o tramite compensazione/autofatturazione.

Termini di erogazione

Presentazione delle domande dei Comuni

  • Una sola domanda per ciascun Comune, da inviare via PEC all’indirizzo comtur@postacert.regione-emilia-romagna.it.
  • Termine: entro e non oltre il 15 aprile 2026; fa fede la data di invio della PEC.
  • La domanda deve essere redatta su modello regionale e corredata dalla scheda progetto completa di cronoprogramma, quadro economico e fonti di copertura.

Cronoprogramma e realizzazione interventi

  • Interventi pubblici (Comuni) avviati dal 1° gennaio 2026 e conclusi/rendicontati alla Regione entro il 31 dicembre 2027 (salvo eventuale proroga autorizzata).
  • Interventi imprese: da realizzare nei termini fissati dai bandi comunali, comunque avviati dopo l’emanazione dei bandi e conclusi/rendicontati ai Comuni coerentemente con il termine del 31 dicembre 2027.
  • Realizzazione minima: per il conto capitale 20% nel 2026 e 80% nel 2027; per la parte corrente 50% nel 2026 e 50% nel 2027.

Bandi comunali per le imprese e concessione dei contributi

  • I Comuni beneficiari devono emanare i bandi per le imprese entro 2 mesi dalla notifica del finanziamento regionale.
  • Concessione dei contributi alle imprese entro i 6 mesi successivi; i bandi devono essere trasmessi alla Regione via PEC.

Rendicontazione e liquidazione

  • Le spese devono risultare effettivamente sostenute, pagate e tracciabili, con fatture riportanti il CUP del progetto.
  • Rendicontazione alla Regione da parte dei Comuni secondo le modalità indicate nel bando (stato di avanzamento annuale e rendiconto finale) ai fini della liquidazione del contributo.
  • Per la quota alle imprese, i Comuni verificano la rendicontazione e procedono all’erogazione nel rispetto del regime "de minimis" e degli obblighi di registrazione nel Registro Nazionale Aiuti.

Note

Priorità e orientamenti

  • Particolare attenzione è riservata alle iniziative che favoriscono l’imprenditoria giovanile e femminile, la transizione ecologica e la digitalizzazione dell’offerta commerciale negli hub.
  • Ogni progetto comunale deve obbligatoriamente comprendere tutte e tre le linee di intervento A) opere pubbliche, B) incentivi alle imprese e C) parte corrente.

Regime di aiuto alle imprese

  • Gli aiuti alle imprese sono concessi in regime "de minimis" ai sensi del Reg. (UE) 2023/2831, con obbligo di registrazione nel Registro Nazionale Aiuti a carico dei Comuni.
  • La Regione si riserva verifiche su corretta applicazione del regime di aiuto, rendicontazioni e controlli sui progetti.

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