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Fondo per la Sicurezza - Anno 2026

Aperto Complessità: Media

Panoramica

Il Fondo per la Sicurezza è un'iniziativa della Camera di Commercio di Modena e dei Comuni aderenti finalizzata a sostenere le piccole imprese che intendono dotarsi di sistemi di sicurezza per affrontare il problema della microcriminalità. Il contributo copre spese per videoallarmi antirapina, sistemi di videosorveglianza, sistemi passivi (casseforti, serrande blindate, ecc.) e contratti con istituti di vigilanza. Il bando è rivolto prioritariamente a imprese con attività in posto fisso e aperte al pubblico.

Date

Data di apertura: 02/02/2026

Data di chiusura: 30/11/2026

Requisiti di ammissibilita

Regioni

Lazio
Codici ATECO
01 02 03 45 46 47 55 56 79

Spese ammissibili

Servizi di consulenza e assistenza specialistica Investimenti materiali (macchinari, impianti, attrezzature)

Tipologie di agevolazione

Contributi a fondo perduto

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Beneficiari

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda le piccole imprese (meno di 50 addetti, fatturato/bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro) con sede legale o unità locale operativa in provincia di Modena, iscritte al Registro Imprese.

Priorità alle imprese che esercitano attività in posto fisso e aperte al pubblico, imprese agricole e imprese di trasporto con taxi e noleggio autovetture, rientranti in specifici codici ATECO (es. commercio al dettaglio, ristorazione, alloggio, servizi alla persona, ecc.).

Requisiti essenziali:

  • Regolarità pagamento diritto annuale camerale
  • Regolarità contributiva (DURC)
  • Contratto assicurativo per danni da calamità naturali (obbligatorio dal 31/03/2026)
  • Non aver ottenuto il contributo Fondo Sicurezza negli ultimi 3 anni per la stessa localizzazione

Forma dell'agevolazione

Entità e forma dell'agevolazione

Il contributo è fissato nella misura del 40% della spesa ammissibile (50% per comuni aderenti) fino ad un massimo di:

  • € 2.400 (€ 3.000 per comuni aderenti) per sistemi di videoallarme antirapina collegati alle Forze dell'Ordine
  • € 960 (€ 1.200 per comuni aderenti) per sistemi di videosorveglianza, sistemi passivi e contratti con istituti di vigilanza

Premialità aggiuntiva: € 250 per imprese in possesso del rating di legalità.

Il contributo è erogato in regime de minimis (massimale € 300.000 in 3 anni).

Attivita e spese ammissibili

Attività finanziabili e spese ammissibili

Sono ammissibili al contributo le seguenti spese (minimo € 1.000 IVA esclusa):

  • a) Sistemi di videoallarme antirapina collegati in video alla Questura e ai Carabinieri (secondo Protocollo d'intesa 14/07/2009 e successivi rinnovi)
  • b) Sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi antintrusione con allarme acustico e nebbiogeni
  • c) Sistemi passivi: casseforti, porte e serrande blindate, antitaccheggio, inferriate, vetri antisfondamento, illuminazione notturna, sistemi di gestione denaro
  • d) Contratti con Istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali (canoni dal 1° gennaio 2026)

Per le tipologie a), b) e c) è ammissibile solo l'acquisto di beni nuovi. Per tipologie a) e b) sono ammissibili anche le spese di consulenza per applicazione normativa GDPR.

Spese sostenute dall'1/1/2026 al 31/12/2026.

Termini di erogazione

Termini e modalità di erogazione

Le domande sono valutate in ordine cronologico con cadenza mensile.

Priorità di assegnazione:

  1. Videoallarme antirapina (tipologia a) - imprese con codici ATECO prioritari (15 punti)
  2. Altre tipologie - imprese con codici ATECO prioritari (10 punti)
  3. Videoallarme antirapina - altre imprese (5 punti)
  4. Altre tipologie - altre imprese (0 punti)

Dopo l'atto di concessione, la Camera invia tramite PEC la notifica di concessione e il codice CUP.

Rendicontazione: entro 30 giorni dalla comunicazione del CUP, esclusivamente in modalità telematica tramite piattaforma ReStart.

Liquidazione: entro 30 giorni dalla presentazione completa della documentazione.

Note

Note

Non ammissibili: impianti per proteggere esclusivamente abitazioni; spese per beni usati; contratti di leasing/noleggio; interventi di edilizia; adeguamenti di impianti incompleti.

Investimento minimo effettivo: almeno il 70% delle spese ammesse a contributo.

Documentazione da conservare per almeno 10 anni. Pagamenti ammessi solo tramite transazioni bancarie tracciabili (bonifico, RI.BA, bancomat, carta di credito aziendale). Non sono ammessi contanti, assegni o carte prepagate.

Le fatture devono riportare il codice CUP comunicato in sede di concessione.

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