Conferma azione

Bando Gran Sasso 2026 per nuove imprese giovanili e imprese femminili (L'Aquila e Teramo): requisiti, spese, documenti e scadenza del 27 novembre

Verificato sui documenti ufficiali il 5 novembre 2026.

La Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia (province dell'Aquila e di Teramo) rimborsa il 50% delle spese di avvio e di investimento alle nuove imprese giovanili e alle imprese femminili: contributo fino a 3.500 euro, su un investimento di almeno 2.000 euro IVA esclusa, per spese sostenute dal 1° gennaio 2026. La domanda va via PEC, in un unico file PDF, dalle 10:00 del 29 ottobre alle 18:00 del 27 novembre 2026. Le domande si finanziano in ordine di arrivo fino a esaurimento dei 150.000 euro stanziati: 42 contributi pieni da 3.500 euro ne assorbono 147.000.

In breve

  • Ente: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura del Gran Sasso d'Italia. Dotazione 150.000 euro (art. 4).
  • Contributo: 50% delle spese sostenute, IVA esclusa, fino a 3.500 euro per impresa; investimento minimo 2.000 euro (art. 4). Ritenuta d'acconto del 4% se il contributo non riguarda beni strumentali (art. 6).
  • Chi: due categorie, con sede legale e/o operativa nelle province dell'Aquila e di Teramo: le nuove imprese giovanili (registrate e attive dal 1° gennaio 2026) e le imprese femminili (senza limite sulla data di costituzione) (art. 2).
  • Quando: PEC a cciaa@cameragransasso.legalmail.it dalle 10:00 di giovedì 29 ottobre 2026 alle 18:00 di venerdì 27 novembre 2026 (art. 5).
  • Procedura: graduatoria in ordine cronologico di data e ora di arrivo, fino a esaurimento dei fondi; a parità di orario si procede per estrazione (artt. 5 e 6).
  • Regime: de minimis (regolamento UE 2023/2831: tetto 300.000 euro in tre anni per impresa unica; 25.000 per l'agricoltura, 40.000 per la pesca) (art. 7).

Chi può partecipare

L'articolo 2 ammette due categorie, con regole diverse sulla data di nascita dell'impresa:

  • Nuove imprese giovanili: registrate e attive a partire dal 1° gennaio 2026; titolare, uomo o donna, tra i 18 e i 35 anni; nelle società, oltre la metà dei soci e delle quote in mano a persone tra i 18 e i 35 anni. Il bando non dice a quale data si misura l'età né se i 35 anni vanno intesi compiuti: per un socio vicino al limite, chiedere alla Camera prima di inviare.
  • Imprese femminili: registrate e attive, senza limite sulla data di costituzione; cooperative e società di persone con almeno il 60% di donne; società di capitali con almeno due terzi di donne per numero e per quote e organi di amministrazione per almeno due terzi femminili; imprese individuali con titolare donna.

Per entrambe, i requisiti generali:

  • iscrizione al Registro delle Imprese della Camera del Gran Sasso d'Italia e sede legale e/o operativa in provincia dell'Aquila o di Teramo: il bando chiede tutte e due le cose (le imprese di Chieti e Pescara fanno capo a un'altra Camera);
  • stato attivo alla domanda e all'erogazione;
  • diritto annuale in regola: la domanda passa anche con un debito verso la Camera fino a 5 euro;
  • DURC regolare alla domanda; lo acquisisce la Camera d'ufficio. Se all'erogazione risulta un'irregolarità, la Camera trattiene dal contributo l'importo dovuto e lo versa agli enti previdenziali (intervento sostitutivo, legge 98/2013, art. 31);
  • nessuna procedura concorsuale o liquidazione in corso; il modulo fa dichiarare anche che l'impresa non è stata soggetta a fallimento o concordato nei cinque anni prima della domanda;
  • nessuna fornitura di beni o servizi alla Camera, neanche gratuita (art. 4, comma 6, d.l. 95/2012, con le esclusioni che il bando richiama nella nota in calce);
  • copertura assicurativa contro i danni catastrofali (legge 213/2023 e d.l. 39/2025), con copia del certificato, estratto o contratto; il bando fa salvi «i casi di esenzione o proroghe previste dalla normativa vigente» senza elencarli;
  • nessuna operazione di delocalizzazione dell'attività, nel senso dell'art. 16, comma 1, del Codice degli incentivi (d.lgs. 184/2025), che il bando richiama senza riportarne il testo;
  • nessun altro finanziamento o contributo pubblico sulle stesse voci di spesa: lo chiede il modulo, in una dichiarazione a parte rispetto al de minimis.

I requisiti vanno mantenuti dalla domanda fino all'erogazione. Una sola domanda per impresa.

Cosa finanzia e quali spese

Spese sostenute dal 1° gennaio 2026, al netto di IVA e imposte, in sei categorie (art. 3):

  1. onorari notarili e costi di costituzione, al netto di tasse, imposte, diritti e bolli anticipati dal notaio o dal consulente;
  2. beni strumentali materiali e immateriali: beni d'investimento ammortizzabili, destinati a un uso durevole nell'impresa, nuovi di fabbrica;
  3. investimenti per il risparmio e l'efficientamento energetico;
  4. opere edili, murarie e impiantistica;
  5. cataloghi e monografie aziendali;
  6. certificazioni volontarie di prodotto o processo tramite organismo notificato o accreditato, incluse le consulenze propedeutiche all'audit fino a 1.500 euro.

I fornitori devono avere come attività prevalente il prodotto o servizio venduto; il bando non dice come si dimostra, e la visura del fornitore è il documento più semplice da tenere nel fascicolo. Non sono ammessi: leasing e locazioni; costi interni e di personale; automezzi targati non strettamente strumentali; cellulari; commesse interne e autofatturazione; spese di rappresentanza; volantini pubblicitari; pagamenti in contanti, per compensazione o con cessione di beni; fatture del legale rappresentante, di chi siede negli organi societari, del coniuge o di parenti entro il terzo grado; fatture di società controllate, collegate o con soci, amministratori o procuratori in comune.

Con il tetto di 3.500 euro, il contributo pieno si raggiunge con 7.000 euro di spese ammesse IVA esclusa.

Quando e come si presenta la domanda

La domanda si compila sul modulo della Camera e si invia via PEC a cciaa@cameragransasso.legalmail.it dalle 10:00 del 29 ottobre 2026 alle 18:00 del 27 novembre 2026 (art. 5). Domanda e allegati devono stare in un unico file PDF, pena esclusione. La procedura è «a singolo step», come la chiama il bando (art. 4): con la domanda si chiede anche la liquidazione, quindi le spese devono essere già fatte e pagate.

Firma, PEC e delega, quello che il bando e il modulo dicono e non dicono: il modulo lo firma il legale rappresentante, con firma autografa più copia leggibile del documento d'identità, oppure con firma digitale, e in quel caso il documento non serve (nota in calce al modulo). Il bando non dice da quale casella PEC debba partire l'invio e non prevede una delega a un intermediario: chi invia dalla PEC dello studio lo fa a suo rischio, e conviene chiedere conferma all'ufficio prima della scadenza. Allegati:

  • copia delle fatture, con data dal 1° gennaio 2026;
  • copia dei pagamenti: bonifico, Ri.Ba., assegno o bancomat, con la movimentazione visibile nell'estratto conto;
  • relazione sugli investimenti realizzati: obiettivi, beni e servizi acquistati, risultati;
  • imposta di bollo da 16 euro: marca incollata nello spazio della prima pagina del modulo, che poi si scansiona nel PDF, oppure modello F23 pagato con la quietanza nel PDF (non dovuta dalle imprese agricole);
  • le dichiarazioni contenute nel modulo: l'elenco dei soci lavoratori, se ci sono (sezione 3 del modulo), i requisiti, la dichiarazione sulla ritenuta d'acconto del 4% (art. 43 del d.lgs. 33/2025) e l'IBAN per l'accredito.

Documenti da chiedere al cliente

  • visura camerale: data di iscrizione e di inizio attività (per le giovanili, non prima del 1° gennaio 2026), sede o unità operativa in provincia dell'Aquila o di Teramo, compagine, quote e organo amministrativo;
  • documenti d'identità di titolare e soci, per verificare l'età tra 18 e 35 anni nelle imprese giovanili;
  • fatture dal 1° gennaio 2026 ed estratto conto con i pagamenti; per il notaio, la parcella con tasse, diritti e bolli separati;
  • relazione sugli investimenti, anche breve;
  • copertura assicurativa catastrofale (certificato, estratto o contratto), se l'impresa è obbligata;
  • situazione del diritto annuale e del DURC;
  • aiuti de minimis ricevuti dall'impresa unica negli ultimi tre anni (Registro nazionale degli aiuti) e altri contributi pubblici già ricevuti sulle stesse voci di spesa, che il modulo fa escludere (una domanda presentata altrove e respinta non conta);
  • copia leggibile del documento d'identità del legale rappresentante, se firma a mano; non serve con la firma digitale;
  • marca da bollo da 16 euro o quietanza dell'F23.

Dopo l'invio: istruttoria, CUP, erogazione

Le domande entrano in graduatoria per data e ora di arrivo della PEC; il bando non dice con quale precisione si confrontano gli orari, solo che a parità decide un'estrazione (art. 5). La Camera verifica i requisiti e può chiedere integrazioni con un termine perentorio, di norma 10 giorni dalla comunicazione: se passa senza risposta, la domanda è definitivamente non ammissibile (art. 6). Il CUP viene assegnato dopo l'istruttoria: il bando dice espressamente che la sua mancanza sulle fatture già emesse non è causa di inammissibilità della spesa; il beneficiario regolarizza con il servizio dell'Agenzia delle Entrate (provvedimento n. 563301 del 10 dicembre 2025) e conserva la documentazione integrativa (art. 4). L'ammissione è comunicata all'impresa e le graduatorie vanno in Amministrazione trasparente; in caso di rinunce, la Camera può scorrere la graduatoria. Controlli a campione sull'effettiva realizzazione.

Gli errori che fanno escludere la domanda

  • Più file allegati alla PEC o un formato diverso dal PDF: il bando vuole un unico PDF, pena esclusione (art. 5).
  • PEC inviata prima delle 10:00 del 29 ottobre o dopo le 18:00 del 27 novembre 2026 (art. 5).
  • Impresa giovanile iscritta prima del 1° gennaio 2026: non è «nuova» per questo bando; può partecipare solo se ha i requisiti dell'impresa femminile (art. 2).
  • Investimento sotto i 2.000 euro IVA esclusa (art. 4).
  • Spese escluse: leasing, cellulari, automezzi non strumentali, volantini, beni usati, contanti, fatture di soci, parenti o società collegate (art. 3).
  • Fornitore che non ha come attività prevalente il bene o servizio fatturato (art. 3).
  • Nessuna risposta entro il termine scritto nella richiesta di integrazione, di norma 10 giorni: la domanda è definitivamente non ammissibile (art. 6).
  • Perdita dei requisiti prima dell'erogazione, per esempio una cessione di quote che fa scendere la componente giovanile o femminile sotto la soglia (art. 2).

Fonti ufficiali

Questo bando è nel catalogo di Grantzy: nella scheda pubblica del bando (si legge senza iscrizione) ogni requisito rimanda all'articolo che lo stabilisce; chi è iscritto ottiene anche il modulo ufficiale della Camera già compilato con i dati del cliente, da rileggere e firmare.

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