Bando Idea innovativa 2026 (Camera di Commercio di Roma): chi può partecipare, documenti, scadenza e gli errori che escludono
Verificato sui documenti ufficiali il 5 novembre 2026.
La Camera di Commercio di Roma ha aperto la quattordicesima edizione del bando «Idea innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile». Sei contributi da 5.000 euro al massimo, pari al 50% delle spese ammesse, per progetti innovativi di micro, piccole e medie imprese femminili di Roma e provincia. Le domande si inviano via PEC dalle 9:00 del 26 ottobre alle 14:00 del 18 dicembre 2026. Qui sotto, articolo per articolo, quello che serve per capire se un cliente può partecipare e cosa chiedergli.
In breve
- Ente: Camera di Commercio di Roma. Bando approvato con deliberazione di Giunta n. 150 del 12 ottobre 2026 e pubblicato con determinazione dirigenziale n. 2026000197 del 21 ottobre 2026.
- Dotazione: 30.000 euro, divisi in sei contributi da massimo 5.000 euro ciascuno (art. 2).
- Contributo: 50% delle spese riconosciute ammissibili, fino a 5.000 euro, comprensivo delle ritenute fiscali se dovute. Regime de minimis (art. 2).
- Chi: micro, piccole e medie imprese «femminili» con sede legale o unità operativa iscritta al Registro delle Imprese di Roma (art. 3).
- Quando: PEC dalle 9:00 del 26 ottobre 2026 alle 14:00 del 18 dicembre 2026 (art. 4).
- Procedura: valutativa, non a sportello. Istruttoria formale in ordine cronologico, poi graduatoria per punteggio; vincono i primi sei progetti con almeno 18 punti su 30 (artt. 6 e 8).
Chi può partecipare
L'articolo 3 chiede che l'impresa, al momento della domanda:
- sia una micro, piccola o media impresa con sede legale e/o unità operativa iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Roma;
- sia in regola con l'attività dichiarata e con il diritto annuale. Il controllo copre gli ultimi 5 anni; se c'è un'irregolarità, la Camera dà 10 giorni per sanarla, poi la domanda è esclusa;
- non sia in fallimento, liquidazione, amministrazione controllata o concordato preventivo, né con un procedimento in corso;
- non abbia protesti;
- sia in regola con la normativa sull'accesso ai contributi pubblici, in particolare con il d.lgs. 184/2025 (Codice degli incentivi);
- non abbia già ricevuto il contributo in una delle edizioni precedenti di questo bando;
- non abbia ricevuto alcun contributo dalla Camera di Roma nei tre anni precedenti la data di approvazione del bando (12 ottobre 2026): è il requisito che più spesso sfugge, perché riguarda qualsiasi bando camerale, non solo questo;
- abbia carattere femminile: impresa individuale con titolare donna; società di persone o cooperativa con almeno il 60% di donne tra i soci; società di capitali con almeno due terzi delle quote in mano a donne e organi di amministrazione composti per almeno due terzi da donne.
Tutti i requisiti devono valere alla data della domanda ed essere mantenuti fino alla liquidazione del contributo (art. 3, ultimo comma). Una cessione di quote che fa scendere la componente femminile sotto la soglia, anche dopo la vittoria, fa perdere il contributo.
Cosa finanzia e quali spese
Il progetto deve riguardare nuove soluzioni o percorsi innovativi per l'attività d'impresa, buone prassi di creazione d'impresa e start-up, o progetti per lo sviluppo del tessuto sociale e la rigenerazione urbana e sociale (art. 1). Le spese ammesse sono solo quelle imputabili al progetto «in modo chiaro, specifico e diretto» (art. 5):
- impianti generali e ristrutturazione dei locali dell'attività;
- macchinari, attrezzature (compreso l'hardware) e beni strumentali pertinenti al progetto, senza tetto;
- materiali di prova, prototipi e collaudi finali;
- registrazione di brevetti internazionali;
- infrastrutture di rete e collegamenti (incluse le spese di software e hardware di rete), consulenze e altri servizi tecnologici e manageriali: al massimo il 20% del costo totale del progetto. L'hardware compare in due categorie e il bando non dice altro: decide la funzione dell'acquisto, attrezzatura del progetto (categoria 2, senza tetto) o infrastruttura di rete (qui, con il tetto);
- costo del personale dipendente dedicato in via esclusiva al progetto: al massimo il 20%;
- marketing e comunicazione del progetto: al massimo il 10%.
Le spese si contano al netto di IVA (se detraibile) e di altre imposte. Non sono ammesse le spese sostenute prima dell'approvazione del bando, cioè prima del 12 ottobre 2026 (art. 5). Il contributo copre il 50% di quanto viene riconosciuto ammissibile: per arrivare ai 5.000 euro servono almeno 10.000 euro di spese riconosciute.
Quando e come si presenta la domanda
La domanda si compila sul modulo della Camera, firmata dal legale rappresentante o dalla titolare, e si invia via PEC a promozione@rm.legalmail.camcom.it dall'indirizzo PEC dell'impresa, dalle 9:00 del 26 ottobre 2026 alle 14:00 del 18 dicembre 2026 (art. 4). Allegati obbligatori:
- profilo dell'impresa e descrizione dell'attività svolta;
- illustrazione analitica del progetto innovativo con il relativo piano finanziario;
- fotocopia leggibile del documento d'identità del firmatario, se la firma è autografa.
Le domande inviate fuori termine, con modalità diverse o incomplete «in tutto o in parte» sono inammissibili (art. 4). Lo stesso articolo dice che la Camera «si riserva la più ampia facoltà» di chiedere integrazioni o chiarimenti, da inviare entro 10 giorni: è una sua scelta, non un diritto di chi partecipa, quindi la domanda va spedita completa. Un progetto già presentato in un'edizione precedente non si può riproporre.
Documenti da chiedere al cliente
Per verificare i requisiti dell'articolo 3 e preparare gli allegati dell'articolo 4 servono:
- visura camerale aggiornata: sede o unità operativa a Roma o provincia, stato attivo, forma giuridica, compagine sociale e organo amministrativo (per il requisito femminile);
- situazione del diritto annuale degli ultimi 5 anni;
- elenco dei contributi ricevuti dalla Camera di Roma tra il 12 ottobre 2023 e il 12 ottobre 2026 (i tre anni prima dell'approvazione del bando) e delle edizioni precedenti di questo bando a cui ha partecipato;
- posizione de minimis dell'impresa unica negli ultimi tre anni (Registro nazionale degli aiuti);
- indirizzo PEC dell'impresa, attivo: la domanda deve partire da lì;
- il progetto con il piano finanziario, con le spese divise per le sette categorie dell'articolo 5, per controllare i tetti del 20%, 20% e 10%;
- documento d'identità del firmatario, se non firma digitalmente.
Come viene valutato il progetto
La Commissione (art. 7) esamina i progetti ammessi in ordine cronologico e assegna fino a 30 punti su tre parametri da 10 (art. 8):
- innovatività e originalità: originalità dell'idea (0-4), innovazione del processo produttivo (0-2), del prodotto o servizio (0-2), commerciale e di assistenza alla clientela (0-2);
- completezza e coerenza: piano degli investimenti (0-3), pianificazione economico-finanziaria e congruità del costo (0-5), organizzazione (0-2);
- impatto e sostenibilità: output e replicabilità (0-4), coinvolgimento di altre imprese e messa in rete (0-3), sostenibilità ambientale e certificazioni (0-3).
Servono almeno 18 punti su 30; il contributo va ai primi sei in graduatoria. A pari punteggio vince chi ha spedito prima la domanda. La graduatoria pubblicata sul sito della Camera vale come notifica. Il bando non dà un termine per realizzare il progetto: il termine che conta è quello della rendicontazione, 12 mesi dalla comunicazione di avvenuta concessione (art. 10).
Dopo la vittoria: rendicontazione e liquidazione
Il contributo si liquida in un'unica soluzione (art. 10) dietro una relazione dettagliata sul progetto e la copia dei documenti di spesa, con la prova del pagamento esclusivamente tramite bonifico bancario o postale ed estratto conto. Altri mezzi di pagamento non sono ammessi. Nella causale delle fatture va riportato il codice CUP assegnato in concessione e, dove possibile, la dicitura «Spesa sostenuta a valere sul Bando Idea Innovativa 2026 CCIAA Roma». La rendicontazione va presentata entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione, pena decadenza, senza proroghe.
Gli errori che fanno escludere la domanda
- PEC inviata prima delle 9:00 del 26 ottobre o dopo le 14:00 del 18 dicembre, oppure da una PEC che non è quella dell'impresa (art. 4).
- Manca uno degli allegati: profilo dell'impresa, progetto con piano finanziario, documento d'identità con firma autografa (art. 4).
- L'impresa ha ricevuto un contributo dalla Camera di Roma nei tre anni prima del 12 ottobre 2026, o ha già vinto un'edizione precedente (art. 3, lettere f e g).
- Progetto già presentato in un'edizione precedente (art. 4).
- Compagine o amministrazione sotto le soglie «femminili» alla data della domanda, o scese sotto prima della liquidazione (art. 3).
- Diritto annuale irregolare non sanato nei 10 giorni (art. 3, lettera b).
- In rendicontazione: spese pagate con mezzi diversi dal bonifico, spese precedenti al 12 ottobre 2026, voci oltre i tetti del 20%, 20% e 10%, rendicontazione oltre i 12 mesi (artt. 5 e 10).
Fonti ufficiali
- Pagina del bando sul sito della Camera di Commercio di Roma
- Testo del bando (PDF, 5 pagine)
- Modulo di domanda (DOCX)
- Determinazione n. 2026000197 del 21 ottobre 2026 all'albo camerale
Questo bando è nel catalogo di Grantzy: nella scheda pubblica del bando (si legge senza iscrizione) ogni requisito rimanda all'articolo che lo stabilisce; chi è iscritto ottiene anche il modulo ufficiale della Camera già compilato con i dati del cliente, da rileggere e firmare.